i giorni della locusta

Mese

Giugno 2012

8 post

Jun 22, 20124 note

Rolf Dieter Brinkmann, 11./12. Juli 1974, Köln

Vorbemerkung zu Westwärts 1&2 - Gedichte, Rohwolt, 2005


I narratori continuano, l’industria automobilistica continua, i lavoratori continuano, i governi continuano, le canzoni di rock’n’roll continuano, i prezzi continuano, la carta continua, gli animali e gli alberi continuano, l’alternarsi di giorno e notte continua, sorge la luna, sorge il sole, si aprono gli occhi, si aprono le porte, si apre la bocca, si parla, si fanno segni, si fanno segni alle pareti di casa, segni per strada, segni sulle macchine che si mettono in movimento, movimenti nelle stanze, attraverso un appartamento, quando non c’è nessuno a parte se stesso, il vento fa volare vecchia carta di giornali su un vuoto parcheggio grigio, cespugli selvatici ed erba matta crescono nei terreni abbandonati pieni di macerie, in mezzo alla città, una palizzata è dipinta di blu, alla palizzata blu è inchiodato un cartello, Divieto di Affissione, palizzate e divieti continuano, gli ascensori continuano, le pareti di case continuano, il centro cittadino continua, le periferie continuano. Una volta ho visto una pubblicità per macchine per scrivere elettriche in una vetrina in cui erano messi dei mobili per ufficio. Un fumetto mostrava qualcuno che incideva una lastra di pietra e una fotografia mostrava una macchina per scrivere. Sono rimasto interdetto. Dov’è la differenza, mi chiedevo. Eppure me ne volevano mostrare la differenza. Mi trovo seduto qui, alla macchina per scrivere, e batto parole sulla carta, da solo, in una piccola, stretta, camera centrale di un appartamento di un vecchio stabile, in città. È sabato pomeriggio, è domenica, è lunedì, è martedì mattina, è mercoledì, è giovedì, è venerdì pomeriggio, è sabato e domenica. È un sentimento stupefacente, voglio dire che stupisce l’intelletto. Ora mi ricordo, di me stesso, e allora torno indietro per un lungo tratto, procedo su caldi strati di asfalto di strade laterali, le scarpe da ginnastica vi si appiccicano, da un carillon, molto lontano alle mie spalle, arriva della musica rock’n’roll e mi fa scordare la traduzione latina. Me la svigno, calpesto prati innevati in inverno, trascino in giro la cartella con i libri finché arriva mezzogiorno e posso mangiare, fredde mattine abbaglianti nella Germania settentrionale con le previsioni del tempo dopo le notizie. Tra le bianche, fresche lenzuola riposte nell’armadio della camera da letto c’era sempre una piccola pistola nero opaco, perfetta per una borsetta. E che tempo faceva, quando sono nato? I miei genitori erano giovani, parlavano tedesco. Ho dovuto dapprima apprenderlo, si cresce sempre dentro ad un mondo già parlato. L’apprendimento continua. Il tedesco continua. I prati in inverno continuano e le calde strade asfaltate continuano, l’angolo della strada continua, le previsioni del tempo continuano, i libri continuano, le pistole, le cartelle, le scarpe da ginnastica continuano. I presentatori del telegiornale continuano. La domenica continua. Il lunedì continua. Il postino continua. L’aneto continua e le foglie continuano, le cipolle, la mucca, le pietre, il film. Il giradischi, riparato, continua. Anche le interpretazioni continuano. Sono i libri. Giunto a questa frase devo ridere molto. Il riso è piacevole. Quando mi sono inginocchiato verso le cinque di mattina su una valigia strapiena in un appartamento di Austin arredato orrendamente e ho cercato di chiudere i lucchetti della valigia, ho sentito una canzone alla radio che mi è piaciuta subito, fin dalle sue prime note. Metto la canzone, nella versione che ho trascritto ascoltandone il disco, come prima poesia perché mi piace ancora, e penso che la canzone sia adatta come citazione alle mie poesie. L’applauso continua, le parole continuano, i bottoni continuano, il tessuto continua, la marijuana continua, cosa c’entra la grammatica con la marijuana? La marijuana era lieve e aromatica. I sobborghi cari sono garantiti dal silenzio. Qualche volta lì non ci sono percorsi pedonali, e solo qualche volta si vede, passandovi, una finestra illuminata, in alto in alto, sotto il tetto. Davanti ondeggia il fogliame degli alberi. Al momento non ho fame, nonostante sappia che la fame continua, il momento continua, la Terra continua, le condizioni sociali continuano e il cane che è rinchiuso nell’appartamento dei vicini e sta abbaiando tutta la mattina continua. “Il chiarimento non ha senso. Il dito è privo di parola”, come ha detto R. D. Laing. Sfoglio libri. Sorvolo qualcosa e mi soffermo su: “Così come la pulsione per il cibo si presenta soggettivamente come fame e oggettivamente come ‚tendenza‘ alla conservazione dell’individuo, così la pulsione sessuale si presenta soggettivamente come bisogno di liberazione sessuale e oggettivamente come ‚tendenza‘ alla conservazione della specie. Queste ‚tendenze oggettive‘, però, non sono dati di fatto concreti, ma mere ipotesi. C’è in realtà tanto poca tendenza alla conservazione della specie quanta tendenza alla conservazione dell’individuo”. Strabiliante Wilhelm Reich, bella sessualità che continua e, in effetti, l’utopia è una cassa. Il denaro continua e i tracolli, così come le canzoni, continuano. Avrei desiderato scrivere molte poesie semplicemente come canzoni. Purtroppo non sono capace di suonare la chitarra, so solo scrivere a macchina, e in più solo a balbettii, con due dita. Forse, però, qualche volta mi è riuscito di realizzare abbastanza le poesie semplicemente come canzoni, come aprire una porta, lontano dalla lingua e dalle limitazioni. Può essere che il tedesco sia presto una lingua morta. La si può cantare così male. Si deve pensare quasi ininterrottamente in questa lingua e in un posto ho sentito qualcuno imprecare: voi tedeschi con i vostri desideri di morte, quando parlate! Con riferimento all’invenzione della psicoanalisi, è corretto. Che entusiasmo percorrere una strada quando splende il sole. Le poesie che ho raccolto qui sono state scritte tra il 1970 e il 1974, nelle occasioni più diverse, nei diversi posti, se sono belle? chiedi. Sono poesie. Anche tutte le domande continuano, così come tutte le risposte continuano. Lo spazio continua. Apro gli occhi e lo sguardo si posa su un pezzo di carta.


(via buchinellasabbia)

Jun 20, 2012
Jun 19, 20124 note
Jun 15, 2012410 note
Jun 15, 201219 note
Jun 6, 201217 note
Jun 5, 2012293 note
Jun 1, 20121,649 note
Pagina successiva →
2012 2013
  • Gennaio 27
  • Febbraio 63
  • Marzo 49
  • Aprile 58
  • Maggio 81
  • Giugno 83
  • Luglio
  • Agosto
  • Settembre
  • Ottobre
  • Novembre
  • Dicembre
2011 2012 2013
  • Gennaio 5
  • Febbraio 4
  • Marzo 6
  • Aprile 8
  • Maggio 7
  • Giugno 8
  • Luglio 5
  • Agosto 2
  • Settembre 5
  • Ottobre 10
  • Novembre 13
  • Dicembre 5
2010 2011 2012
  • Gennaio 7
  • Febbraio 7
  • Marzo 3
  • Aprile
  • Maggio 2
  • Giugno 5
  • Luglio 2
  • Agosto 3
  • Settembre 29
  • Ottobre 2
  • Novembre 15
  • Dicembre 4
2009 2010 2011
  • Gennaio 6
  • Febbraio 16
  • Marzo 10
  • Aprile 29
  • Maggio 17
  • Giugno 16
  • Luglio 9
  • Agosto 7
  • Settembre 17
  • Ottobre 14
  • Novembre 7
  • Dicembre 1
2008 2009 2010
  • Gennaio 7
  • Febbraio 5
  • Marzo 13
  • Aprile 11
  • Maggio 37
  • Giugno 10
  • Luglio 22
  • Agosto 10
  • Settembre
  • Ottobre
  • Novembre
  • Dicembre
2008 2009
  • Gennaio
  • Febbraio
  • Marzo
  • Aprile
  • Maggio 14
  • Giugno 30
  • Luglio 8
  • Agosto
  • Settembre 4
  • Ottobre 4
  • Novembre 4
  • Dicembre 2