Maggio 2010
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“Oggi è il mio trentesimo compleanno e sono seduto sulla giostra nel cortile della scuola, aspetto Kate e non penso a niente. Ora, all’inizio del trentunesimo compleanno del mio tetro pellegrinaggio sulla terra, sapendo meno di quanto non abbia mai saputo, avendo imparato solo a riconoscere la merda quando la vedo, avendo ereditato da mio padre solo un buon naso per sentire la merda, ogni tipo di merda in arrivo - è il mio unico talento - sentire la merda da ogni quartiere della città, vivendo in realtà nel secolo stesso della merda, il grande cesso dell’umanesimo scientifico dove i bisogni sono soddisfatti, dove ognuno diventa uno qualsiasi, una persona calorosa e creativa, e prospera come uno scarafaggio stercorario, dove il cento per cento crede in Dio, e dove gli uomini sono morti, morti, morti; e dove il disagio occupa perennemente il cielo come una pioggia di pulviscolo radioattivo, e dove la gente teme in realtà non che facciano esplodere la bomba, ma che non lo si faccia - in questo giorno in cui compio trent’anni, non so nulla e non mi resta nulla da fare se non cadere in preda al desiderio.”
—Walker Percy - L’uomo che andava al cinema